Obiettivo vacanza: prima di partire pensa alle tue gambe

Obiettivo vacanza: prima di partire pensa alle tue gambe

Obiettivo vacanza: prima di partire pensa alle tue gambe

La partenza per le vacanze è alle porte? Alcuni accorgimenti possono aiutare ad alleviare i sintomi dell’insufficienza venosa in auto, in aereo, al mare o in montagna.

La circolazione periferica degli arti inferiori è sottoposta alla “doppia” fatica di dover pompare il sangue di ritorno verso il cuore e di contrastare gli effetti della forza di gravità terrestre, tutto ciò rallenta ulteriormente quando si affronta un viaggio o si va in vacanza. Dunque, prima di partire, è necessario sapere quali sono i comportamenti migliori per ridurre al minimo i disagi e aiutare la circolazione periferica.

L’insufficienza venosa è un disturbo della circolazione caratterizzato da un ritorno difficoltoso di sangue dalle estremità al cuore. La manifestazione più tipica è la comparsa delle “vene varicose”, ossia vene ingrossate, dilatate e tortuose poste sulla superficie della pelle delle gambe e di altre parti del corpo. Le varici sono una condizione patologica molto comune che colpisce principalmente le donne con età maggiore ai cinquant’anni.

I sintomi dell’insufficienza venosa come gonfiore, formicolio, crampi e vene dilatate, possono acuirsi sia in viaggio che in vacanza. Perciò cosa mettere in valigia? Sicuramente una buona crema per le gambe che agisca sulla stasi venosa, riducendo il ristagno dei liquidi e migliorando l’aspetto della pelle.

Gli spostamenti verso le più amate mete di vacanza possono rivelarsi un ulteriore stress per le gambe, infatti per i viaggi superiori alle 3-4 ore in aereo o in treno è consigliato indossare una calza elastica: l’uso di una calza a compressione graduata migliora i disturbi funzionali e rallenta l’evoluzione della malattia venosa.

Inoltre è vantaggioso muoversi durante il viaggio, cambiare spesso posizione, alzarsi e cercare di fare qualche passeggiata nei corridoi. Ma soprattutto i voli aerei intercontinentali che durano fino a 10-12 ore possono arrecare problemi di circolazione del sangue agli arti inferiori poiché assumendo una posizione obbligata in spazi ristretti per tanto tempo, le probabilità che le vene si dilatino è molto alta.

I lunghi viaggi in aereo possono portare caviglie e piedi gonfi, formicolio e prurito, crampi improvvisi, fino alla trombosi delle vene delle gambe. Perciò la maggior parte dei Flebologi suggeriscono di eseguire durante il volo alcuni esercizi di flessione del piede sulla gamba, stando seduti o consigliano di flettere le gambe sull’addome, portando le ginocchia al petto o di contrarre ritmicamente i polpacci, favorendo così il microcircolo. Inoltre bere molta acqua durante il volo e non portare biancheria o indumenti molto stretti, soprattutto all’inguine sono suggerimenti utili da adottare. Ma soprattutto nei viaggi aerei prolungati occorre ricordare di indossare delle calze elastiche, che svolgono un ruolo fondamentale nella prevenzione della trombosi.

Ciò vale anche per i lunghi viaggi in automobile, fare una sosta ogni ora e camminare per qualche minuto è fortemente consigliato. Anche per chi deve spostarsi in macchina ogni giorno, magari per lunghi tragitti, al termine della guida finisce pei trovarsi con le gambe gonfie, in preda a sgradevoli formicolii e prurito. Anche in questo caso stare seduti a lungo non stimola il microcircolo, ma aumenta il rischio di dilatazione e stasi venosa.

Una volta arrivati a destinazione è consigliato sdraiarsi per almeno un’ora e tenere i piedi sollevati. Bisogna tener presente che le gambe si gonfiano a causa del calore, perciò è preferibile stare in ambienti freschi e ventilati. Anche in vacanza e nei momenti di relax, alcuni comportamenti possono alleviare i sintomi della malattia venosa.

Al mare, ad esempio, è consigliato evitare l’esposizione delle gambe al sole, soprattutto quando i raggi UV sono più intensi, ossia dalle 12 alle 16 circa. Un’alternativa è restare sotto l’ombrellone o in luoghi riparati da sole, così da evitare che le vene si dilatino troppo. L’idroterapia è molto importante per il microcircolo: farsi docce fredde contro la calura, nuotare spesso, camminare a mezz’acqua o applicare creme o gel flebotonici rinfrescanti risultano un toccasana per chi soffre di insufficienza venosa. Ricordate di applicarli al ritorno dal mare. Prima potrebbero causare una fotosensibilizzazione che può arrecare dei danni dermatologici alla persona interessata.

In montagna invece, le basse temperature giovano notevolmente alla circolazione, ma bisogna prestare attenzione alle attività che si svolgono. Le vacanze in altitudine, tra gli 800 e i 1200 metri, prevedono lunghe camminate, escursioni e uscite in bicicletta che stimolano il microcircolo e rinforzano vene e capillari, ma non bisogna esagerare. Talvolta è necessario fermarsi, stare al riposo e bere molta acqua.

Inoltre, quando si è in vacanza ci si lascia andare con l’alimentazione: cibi troppo pesanti e grassi o ricchi di sodio come salumi e formaggi, possono causare ritenzione idrica, aggravando il gonfiore agli arti inferiori. Stesso discorso vale per le bevande alcoliche. Perciò i Flebologi consigliano di mangiare cibi genuini del luogo, ma con moderazione.

In conclusione la vacanza che si consiglia a chi soffre di insufficienza venosa è alle terme: le terapie termali hanno un’azione analgesica, antispastica e tonificante e i percorsi in vasche a diverse temperature consentono di alternare camminate in acqua calda e fredda attivando efficacemente la circolazione e portando notevoli benefici.

Come uno stile di vita sedentario può influire sulla comparsa delle vene varicose

Come uno stile di vita sedentario può influire sulla comparsa delle vene varicose

Come uno stile di vita sedentario può influire sulla comparsa delle vene varicose

Uno stile di vita sano e l’attività fisica aiutano ad evitare la comparsa delle vene varicose.

Le vene varicose sono vene scure tendenti al blu o al violaceo, sporgenti e contorte che di solito compaiono sul retro del polpaccio, all’interno della gamba o all’inguine. Queste si sviluppano quando le valvole unidirezionali che spingono il sangue verso l’alto attraverso le gambe in direzione del cuore si deteriorano, non garantendo così il corretto funzionamento. Nelle vene normali queste valvole lavorano insieme, in modo da consentire al sangue di fluire verso l’alto, per poi chiudersi e fermare il sangue che scorre verso il basso. Quando le valvole si deteriorano, il ritorno del sangue non è garantito e la pressione nella vena aumenta, allungandosi e dilatandosi.

Le varici rappresentano una condizione patologica molto comune, possono causare spiacevoli problemi agli arti inferiori tra cui dolore, sensazione di affaticamento, pesantezza e gonfiore alle caviglie. Tutti questi sintomi, se non prevenuti e curati, tendono a peggiorare con il passare del tempo: possono comparire piaghe e ulcere sulla superficie della pelle nelle aree interessate a causa dell’accumulo di liquidi e della pressione del sangue.

Per cure più adeguate ed efficaci risulta fondamentale rivolgersi ad un angiologo o ad uno specialista vascolare.

Qual è la principale causa dell’insorgenza di varici?

Le malattie vascolari possono essere causate da vari fattori: l’ereditarietà, uno stile di vita sedentario, il tipo di attività lavorativa, possibili sbalzi ormonali e gravidanze. 

La sedentarietà risulta però essere tra i maggiori fattori di rischio per numerose patologie croniche a carico del sistema cardio-circolatorio. Stare seduti sul divano davanti alla televisione è sicuramente piacevole e comodo, ma risulta dannoso per la salute.

Il 25% delle persone nei Paesi sviluppati e in via di sviluppo siedono per 8 o più ore al giorno. Una buona notizia è che la sedentarietà si presenta come un fattore di rischio modificabile: alzarsi e muoversi sono la chiave per riattivare il microcircolo venoso e per vivere meglio e in buona salute.

Perché l’attività fisica è basilare per un corretto funzionamento dei muscoli e del sistema circolatorio?

Quando si cammina il muscolo del polpaccio si contrae e spinge il sangue dalla periferia verso il cuore, facendo aprire delle valvole unidirezionali presenti all’interno delle vene degli arti inferiori.

Più efficienti sono i muscoli, più efficiente sarà il flusso sanguigno: soprattutto le persone affette da insufficienza venosa è necessario che abbiano una muscolatura sana attraverso la pratica e l’attività fisica, in modo da evitare ulteriori conseguenze.

Come prevenire le vene varicose?

Per mantenere in salute le vene è fondamentale praticare una costante e moderata attività fisica, ed intraprende delle sane abitudini.

Alcuni utili consigli:

  • Camminare ogni giorno per circa 30 minuti
  • Cambiare le abitudini quotidiane come salire le scale evitando di prendere l’ascensore
  • Eseguire movimenti di dorsiflessione dei piedi
  • Parcheggiare l’automobile più lontano quando si va a fare la spesa.
  • Praticare il nuoto
  • In vacanza al mare, camminare con le gambe nell’acqua
  • Dormire tenendo le gambe leggermente sollevate rispetto al resto del corpo per facilitare il deflusso
  • Non indossare quotidianamente i tacchi alti o scarpe senza tacco. Come già detto, è bene preferire calzature con un tacco di 5 cm
Gambe pesanti e varici? Il lavoro potrebbe essere una delle cause

Gambe pesanti e varici? Il lavoro potrebbe essere una delle cause

Gambe pesanti e varici?
Il lavoro potrebbe essere una delle cause

Stare in piedi per lunghi periodi a causa del lavoro influisce sulla circolazione: provoca gonfiore ai piedi e alla parte inferiore delle gambe e, in soggetti predisposti, la comparsa di vene varicose. Ciò è dovuto al fatto che i muscoli della gamba non sono molto attivi e non aiutano le vene a trasportare il sangue dall’arto inferiore verso il cuore. Con il trascorrere del tempo, la pressione eccessiva nelle vene provoca il malfunzionamento delle piccole valvole presenti dentro le vene, con conseguente comparsa di varici.

Nelle forme iniziali le varici generalmente non presentano alcun sintomo e rappresentano soltanto un inconveniente estetico, ma con il tempo possono diventare un vero e proprio problema e causare un senso di pesantezza delle gambe con dolore più o meno intenso. Se prolungato può comportare gravi conseguenze, come danno endoteliale e aumento della permeabilità vascolare.

Studi dimostrano che il rischio di insorgenza di malattie venose aumenta nei soggetti che restano in piedi più di tre ore al giorno.

Come prevenire l’insorgenza di vene varicose?

Alcuni consigli per alleviare il senso di pesantezza alle gambe durante l’attività lavorativa e ridurre i rischi:

  • Indossa le scarpe adatte: scegli scarpe comode, a pianta larga, con tacchi bassi e appoggia bene la pianta del piede per aiutare la pompa dei muscoli del polpaccio.
  • Sostituisci regolarmente le calzature, soprattutto se lavori in piedi.
  • Evita di indossare abiti stretti che limitano la corretta circolazione e causano dolore e gonfiore
  • Mentre lavori in piedi, sposta il peso di tanto in tanto da una gamba all’altra e in seguito porta un piede in avanti e uno di lato.
  • Appoggia i piedi su un poggiapiedi o uno sgabello
  • Fai pause ogni ora, se è possibile
  • Alzati ritmicamente sulla punta dei piedi
  • Cura l’alimentazione: segui una dieta povera di grassi ma ricca di vitamine e di fibre.
  • Bevi a sufficienza, almeno due litri al giorno: la mancanza di liquidi ispessisce il sangue e questo danneggia le vene.
  • Svolgi regolarmente un’attività fisica: gli sport più adatti sono quelli che fanno lavorare le gambe, come camminare e fare jogging su terreno morbido, fare escursioni.
  • Adotta comportamenti e stili di vita sani: dormi con le gambe sollevate di una decina di centimetri, fai una breve passeggiata durante i viaggi più lunghi in auto e in aereo, alzati spesso sulle punte dei piedi.
  • Indossa abitualmente calze elastiche a compressione graduale, soprattutto se hai una predisposizione ereditaria all’insufficienza venosa o se sei in gravidanza;

Rivolgiti al medico in presenza di fattori di rischio che predispongono ad un’insufficienza venosa grave (quali obesità, gravidanza, immobilità), a gonfiore e dolore diffuso alle caviglie e alle gambe, crampi, ulcere o in caso di un precedente episodio di trombosi venosa profonda.

Insufficienza venosa e obesità, quali correlazioni ci sono?

Insufficienza venosa e obesità, quali correlazioni ci sono?

Nei paesi occidentali si stima che l’incidenza dell’insufficienza venosa cronica sia del 60% sulla popolazione adulta, mentre negli altri continenti, quali Africa, Asia ed Oceania, è molto meno diffusa. Tale incidenza aumenta con il passare degli anni, raggiungendo l’apice in corrispondenza della sesta, settima decade di vita, e sembra essere da 2 a 3 volte più frequente nel sesso femminile rispetto al sesso maschile: la malattia vascolare a carico degli arti inferiori è del 5-10% nella popolazione adulta maschile mentre del 50-55% in quella femminile.

Come si manifesta l’insufficienza venosa cronica?

L’insufficienza venosa cronica si manifesta in vari modi, la sintomatologia il più delle volte si nasconde dietro a spie che sembrano trascurabili quali stanchezza e gonfiore alle gambe; si tratta tuttavia di una condizione patologica che se non trattata preventivamente con farmaci curativi e non solo sintomatici, influisce in maniera negativa sulla qualità di vita dei pazienti. I sintomi infatti possono evolversi divenendo molto fastidiosi fino alla comparsa di un vero e proprio dolore, talora invalidante, oltre agli inestetismi cutanei, quali le varici.

Quali sono i fattori di rischio?

Tra i fattori di rischio, a parte la predisposizione familiare, vanno considerati:

  • i fattori ormonali: le gravidanze, la menopausa, l’uso dei contraccettivi orali e transdermici;
  • i fattori occupazionali: i lavori che richiedono una prolungata stazione eretta, quali stiratrice, parrucchiere, commessa ecc; i lavori in ambienti caldo-umidi, quali fornaio, cuoco ecc;
  • lo stile di vita: la scarsa attività fisica, la sedentarietà, l’abbigliamento caratterizzato da capi in tessuto sintetico ed aderente e le scarpe con tacchi alti e a spillo o senza alcun tacco (le “ballerine”);
  • fattori alimentari: il sovrappeso, l’obesità;

L’insufficienza venosa e il sovrappeso.

Il sovrappeso e ancor di più l’obesità predispongono l’individuo ad una serie di rischi cardiovascolari, tra cui le malattie venose.

Il sovrappeso è un aspetto presente in molti soggetti affetti da malattie vascolari, nei quali il distretto degli arti inferiori è sede di ritenzione idrica e di complicanze flebologiche molto più di quanto si osservi nei soggetti magri o normotipi. Questo perché le persone obese tendenzialmente effettuano poca attività fisica, attivando poco o male il microcircolo. L’incremento del peso corporeo determina anche un appiattimento della volta plantare, con riduzione dell’efficacia della pompa plantare. Inoltre, l’alterata respirazione in aggiunta alla pressione endoaddominale, dovuto alla grande quantità di cellule adipose presenti nell’addome, porta ad un rallentato deflusso di sangue dagli arti inferiori al cuore, specie quando il soggetto si trova in posizione ortostatica, vale a dire fermo e in piedi. Il sangue di conseguenza ristagna nel distretto microcircolatorio, l’ipertensione venosa dilata le venule ed i capillari, comportando la comparsa delle teleangectasie e delle varici.

Quando alla condizione di sovrappeso, o peggio di obesità, si associa anche la familiarità o la debolezza della parete venosa (dovuta ad un alterato contenuto di elastina e collagene a carico della parete dei vasi), ecco che la malattia varicosa si estrinseca in tutto il suo potenziale, con la comparsa di vene varicose evidenti e palpabili a livello della gamba e coscia.

Come combattere l’insorgenza delle vene varicose?

In primis è necessario tener presente che il peso corporeo dipende da un perfetto equilibrio tra quanto si introduce e quanto si consuma in termini di calorie. Ne consegue che la sedentarietà va necessariamente contrastata, sia perché muovendosi poco, e quindi non consumando calorie, si tende ad ingrassare, sia perché favorisce la stasi ematica a livello degli arti inferiori, favorendo l’insorgenza, o aggravandola se preesistente, dell’insufficienza venosa cronica. In caso di immobilismo protratto o di posizione stazionaria prolungata è buona abitudine compiere flessioni ed estensioni della caviglia o sollevarsi ripetutamente sulla punta dei piedi.

In secondo luogo occorre praticare attività sportiva, come la camminata o il nuoto, ed indossare abiti non troppo stretti, che potrebbero portare ad un aumento della pressione endoaddominale. Il tutto va coadiuvato ad una corretta dieta alimentare per perdere peso.

Un suggerimento? Dormire tenendo le gambe sollevate rispetto al piano del cuore di circa 10-15 cm, favorisce il corretto deflusso del sangue dagli arti inferiori al cuore.

Gambe con vene varicose? Ecco i disturbi legati alla cattiva postura

Gambe con vene varicose? Ecco i disturbi legati alla cattiva postura

Gambe con vene varicose? Ecco i disturbi legati alla cattiva postura

Un’attività lavorativa sedentaria o che costringe a stare a lungo in piedi può determinare diversi sintomi alle nostre gambe quali pesantezza, gonfiore e dolore. La cattiva postura rientra tra le possibili cause che determinano la comparsa delle vene varicose, anche se non dimostrato scientificamente. Ciò che è certo è che le funzionalità del microcircolo peggiorano con le cattive abitudini che si assumono nella vita quotidiana.

Le vene varicose sono una patologia che colpisce maggiormente le donne: si tratta di una malattia che è più di un semplice problema estetico. Si tratta infatti di una dilatazione permanente delle pareti venose, prevalentemente degli arti inferiori, e nello specifico della grande o piccola safena e loro tributarie.

I fattori che determinano la comparsa delle varici sono principalmente di ordine genetico e ormonale e portano all’assottigliamento delle pareti delle vene colpite, con conseguente perdita di funzionalità delle valvole e dei condotti venosi. Il mal funzionamento del sistema safenico rende difficile il reflusso del sangue dalle gambe verso il cuore, provocando la dilatazione venosa. Il sangue tende infatti a ritornare verso il basso e ristagnare nei tessuti.

Quindi, anche se la dilatazione delle pareti venose non dipende direttamente dalla cattiva postura, il loro peggioramento è sicuramente legato alle scorrette abitudini e allo scarso esercizio fisico.

Inoltre la comparsa di vene varicose è più probabile tra coloro che praticano lavori sedentari o che sono portati a stare in piedi per molto tempo. Anche la ritenzione idrica, il sovrappeso, le gravidanze e gli anticoncezionali orali possono provocare l’insufficienza venosa.

Le varici seguono un processo patologico lento, ma progressivo, che può determinare la manifestazione di diverse complicazioni: se inizialmente si presentano come un mero problema estetico per la loro conformazione tortuosa e in rilievo, nel tempo possono sfociare in flebiti, trombosi o in un’insufficienza venosa cronica.

I maggiori campanelli d’allarme di tale manifestazione sono:

  • senso di pesantezza delle gambe dopo aver passato molto tempo in piedi
  • improvvisi crampi notturni ai polpacci
  • sensazione di formicolio e prurito su tutte le gambe
  • dolore lungo il corso delle vene
  • gonfiore agli arti inferiori

Se non si comprende per tempo la sintomatologia di questa malattia, ripetendo azioni che vanno a peggiorare lo stato del nostro sistema safenico, la situazione potrebbe aggravarsi e portare alla comparsa di altri sintomi come:

  • macchie scure sulla parte inferiore delle gambe a causa della fuoriuscita di sangue dalle vene;
  • eczema , ovvero un’eruzione cutanea che si presenta con la rottura di vescicole sulle gambe;
  • zone cutanee delle gambe, più o meno estese, con arrossamenti , doloranti o indurite;
  • tromboflebite superficiale : l’infiammazione delle pareti venose si manifesta in questo caso con la comparsa di un segmento venoso dolente e indurito su un’area cutanea arrossata e calda;
  • ulcerazioni localizzate per lo più all’altezza del malleolo interno;
  • sanguinamento spontaneo o dovuto alla rottura di una varice.

Se non è possibile sfuggire alla comparsa di vene varicose, quali rimedi si possono adottare? Sicuramente è possibile rallentare la loro evoluzione attraverso una buona prevenzione. Calze elastiche e prodotti farmaceutici che aiutano a rinforzare le pareti venose e che agiscono sull’infiammazione delle stesse sono sicuramente validi alleati, ma anche l’adozione di buone abitudini è un fattore da non sottovalutare.

Il rimedio migliore per combattere l’aumento delle varici è l’attività fisica. La risalita del sangue dagli arti inferiori al cuore viene pompata grazie al movimento che si mette in atto durante la camminata. Se il lavoro che si pratica richiede stare in piedi a lungo, sarebbe preferibile non rimanere fermi nella stessa posizione. Brevi camminate o il sollevamento sulle punte può essere un buon sollievo. Ciò vale anche per i lavori da scrivania in cui sarebbe preferibile indossare indumenti comodi e non stare seduti con le gambe penzoloni o accavallate.

Rimanendo in tema di abbigliamento, è bene evitare giarrettiere e gambaletti che costringono le gambe ostacolando la risalita del sangue. Inoltre, risulta importante alternare scarpe basse a scarpe col tacco: entrambi i modelli non vanno indossati frequentemente e per molto tempo, in quanto in maniera differente e troppo a lungo, in quanto modificano la postura naturale del piede.

Per contrastare i primi sintomi come pesantezza, crampi e gonfiore, gli specialisti consigliano di dormire con un cuscino sotto il materasso, in modo da tenere le gambe più alte rispetto al cuore, favorendo il reflusso sanguineo. Nel caso in cui il cuscino lo volessimo posizionare sotto le gambe bisogna stare molto attenti a dove metterlo! Il punto esatto è appena sotto il ginocchio, poiché se solleviamo le gambe all’altezza dei piedi il ginocchio teso nel vuoto tenderà a bloccare la vena poplitea riducendo il flusso.

Non esiste purtroppo un trattamento risolutivo delle vene varicose che non sia di tipo chirurgico, ma questi accorgimenti aiutano a correggere tutte quelle abitudini che ne velocizzano il decorso.

10 regole utili per prevenire la comparsa di varici

10 regole utili per prevenire la comparsa di varici

10 regole utili per prevenire la comparsa di varici

Inestetiche e talvolta dolorose, le varici sono un problema conosciuto fin dall’antichità che continua ad avere un’alta incidenza sulla popolazione, in particolare tra le donne.

Sono uno dei sintomi di una patologia seria, l’insufficienza venosa cronica, a causa della quale il sangue venoso non risale correttamente verso il cuore e ristagna nei vasi sanguigni, deformandoli. Colpisce soprattutto gli arti inferiori ed ha un’origine genetica accertata, ma lo stile di vita incide sulla sua insorgenza.

Per prevenirla è importante adottare alcuni semplici comportamenti che concorrono al benessere generale della persona.

  1. Muoversi

I muscoli del polpaccio hanno un ruolo fondamentale perché contraendosi comprimono le vene e le aiutano a spingere il sangue verso l’alto. Le attività fisiche che attivano questo gruppo di muscoli quindi facilitano la circolazione venosa. Lo sport deve diventare un’abitudine, ma se si ha poco tempo e non ci si riesce ad organizzare, c’è un’attività molto semplice ed estremamente efficace: camminare. Per avere dei risultati bisogna essere costanti e camminare almeno mezz’ora consecutiva al mattino e se possibile  alla sera.

  1. Evitare gli sforzi

Quado si compie uno sforzo, i muscoli del corpo si contraggono e la pressione che operano sulle vene diventa eccessiva. Questo vale sia per gli arti inferiori sia per gli addominali che hanno un ruolo importante nell’ultimo tratto del viaggio del sangue. Bisognerebbe quindi evitare le attività e gli sport che implicano sforzi statici, ossia senza uno spostamento del corpo nello spazio, come il sollevamento pesi, e l’attività isometrica in generale.

  1. Compensare le posture scorrette

È stata accertata una maggiore incidenza delle vene varicose tra le persone sedentarie, ma purtroppo la maggior parte delle professioni implicano posizioni statiche. Se si passano molte ore fermi in piedi o seduti, è bene mobilizzare gli arti inferiori con piccoli esercizi, come ruotare le caviglie, andare sulle punte, sollevare le ginocchia. Un’accortezza per chi fa un lavoro da scrivania: accavallare le gambe blocca la circolazione ed è fortemente sconsigliato.

  1. Mangiare gli alimenti giusti

Frutta e verdura sono degli alleati preziosi contro l’insufficienza venosa: gli agrumi, ricchi di vitamina C, contribuiscono alla sintesi del collagene, una proteina che contribuisce all’elasticità delle pareti venose e la frutta di colorazione blu, come mirtilli e more, ha proprietà vasoprotettrici. Uva, pere, melone, anguria, mele, ananas, sedano, asparagi, aglio e cipolla aiutano il drenaggio di edemi e gonfiori. Da non dimenticare nemmeno le proprietà antinfiammatorie e anticoagulanti degli Omega-3 e Omega-9, presenti nel pesce, soprattutto in quello grasso, e negli oli vegetali.

  1. Tenere sotto controllo il peso

Oltre a prediligere alcuni alimenti, bisogna moderare le quantità e i cibi che portano ad ingrassare. L’accumulo di adipe sull’addome incide sulla respirazione, sull’ossigenazione del sangue, e sull’ultimo tratto della circolazione venosa.

     

    1. Non indossare indumenti e scarpe inadatte

    Gli abiti molto aderenti o che stringono in alcuni punti comprino eccessivamente la cute e le vene superficiali, affaticandone il lavoro. I tacchi alti, superiori ai 7 centimetri, modificano l’appoggio del piede e portano a contrarre maggiormente il polpaccio, cosa che incide sul ristagno di sangue. È bene non portarli a lungo. Effetto ancora più dannoso hanno le scarpe senza tacco, le cosiddette ballerine, che non permettono una corretta attivazione della pompa plantare.

    1. Utilizzare calze elastiche

    La pressione operata dalle calze a compressione graduata, che ha intensità decrescente dal basso verso l’alto, coadiuva le vene che hanno perso di tono. Si tratta di dispositivi medici che vanno prescritti, ma esistono in commercio calze elastiche più leggere che pur non essendo efficaci come le altre, hanno un effetto risposante.

    1. Dormire con le gambe sollevate

    Sollevare le gambe in modo tale che siano qualche centimetro più in alto del cuore è una facile strategia utilizzare a vantaggio della circolazione venosa la forza di gravità.

    1. Evitare il sole diretto

    L’alta temperatura porta i tessuti, anche quelli venosi, a perdere di tonicità. In certi periodi nell’anno e in certe zone geografiche è impossibile sfuggire al caldo, tuttavia è una buona pratica evitare il sole diretto e prediligere l’ombra anche in spiaggia.

    1. Evitare il fumo

    Il fumo ha conseguenze molto negative sia sulla circolazione arteriosa che su quella venosa, aumenta la pressione sanguigna, riduce l’ossigenazione dei tessuti, e porta a un irrigidimento e restringimento dei vasi sanguigni.